Foglioline essiccate messe in infusione in acqua bollente. Una ricetta semplicissima per una bevanda gradevole, aromatica, dai tanti effetti benefici.
Che si tratti di tè oppure di tisana, il solo fatto che si beve volentieri è già un grande vantaggio: idratare l’organismo è una necessità vitale, spesso non soddisfatta a sufficienza per questioni di gusto. Dare un po’ di sapore all’acqua la rende più gradevole e fa venire voglia di bere anche ai meno “assetati”. Ma in un caso e nell’altro non si tratta solo di aroma: tè e tisane sono ricchi di principi attivi provenienti dalle piante con cui vengono preparati. Tanto che sono alla base della fitoterapia, antica cura delle malattie con le erbe, rivalutata e utilizzata ancora oggi.
Prepararsi una tazza di tè o una tisana, oltre al vantaggio di bere, dà un immediato beneficio alla psiche: è rilassante perché ci si concede un momento tutto per sé, ci si prende cura di sé. Con la vita frenetica che tutti viviamo (e spesso subiamo) è già un effetto positivo. Se poi aggiungiamo le specifiche attività svolte dalle piante usate, l’elenco delle azioni salutari diventa lunghissimo. Anche soltanto limitandosi al tè, una tazza di infuso, caldo o freddo, tonifica corpo e mente, attenua la fatica e dà energia senza apportare calorie (a parte quelle dell’eventuale zucchero o dolcificante aggiunto). Il tè verde, in particolare, svolge un’azione antiossidante, e quindi diminuisce il rischio di malattie degenerative. Secondo alcune ricerche, infine, aiuta a contrastare il batterio responsabile dell’ulcera, l’Helicobacter pylori.
Benefici per la salute
Il buon contenuto di potassio fa del tè un ottimo stimolante della diuresi. Gli effetti eccitanti sia delle funzioni mentali sia dell’attività fisica sono dovuti invece prevalentemente alla teina, una sostanza strettamente imparentata alla caffeina. Anche chi non desidera avere questo effetto ma gradisce una tazza di tè se la può concedere serenamente: oltre a quello deteinato, infatti, sono privi di teina anche alcuni tipi di tè, come il bancha Kukicha, preparato con i rametti della pianta di tre anni, invece che con le foglie, e per questo naturalmente privo di teina e adatto a un uso costante e abbondante.
Per quanto riguarda le tisane, gli effetti sono svariati perché dipendono dai principi attivi delle piante usate. Tutte però sono depurative, seppure in varia misura, grazie allo stimolo alla diuresi e al miglioramento generale della funzionalità dell’organismo dovuto all’idratazione. Con il giusto consiglio del medico esperto in fitoterapia, oppure del naturopata o dell’erborista (questi ultimi però non sono autorizzati a fare diagnosi), si può ridurre il ricorso ai farmaci supportandone l’azione con le erbe adatte o affrontando con esse i disturbi più lievi. Il medico di fiducia dovrebbe essere sempre messo al corrente dell’uso di erbe e derivati, poiché alcune piante interagiscono con i farmaci.
Storia
La scoperta del tè si perde nella leggenda, ma sia in essa che nella storia vera e propria la patria di questa pianta, come dice anche il nome botanico Camellia sinensis è la Cina. Da qui arrivò in Giappone grazie ai buddhisti. Le tracce della coltivazione del tè in questi due Paesi risalgono a un periodo situato fra il IV e l’VIII secolo, poi si diffuse in India, Indonesia e Sri Lanka.
Fu in Giappone che i portoghesi conobbero il tè, ma la sua importazione in Europa si deve alla Compagnia Olandese delle Indie Orientali. In Francia, Olanda e Gran Bretagna divenne presto famoso, consumato soprattutto da ricchi e aristocratici, per estendersi poi a tutte le classi sociali e diventare la bevanda tradizionale degli inglesi.
Tè: varietà
A seconda della varietà botanica ma anche del tipo di lavorazione a cui vengono sottoposte le foglie dopo la raccolta, si possono distinguere numerose tipologie di tè.
Dal classico tè nero, ottenuto facendo disidratare per molte ore le foglie per poi accartocciarle, farle fermentare, torrefarle e infine setacciarle, al sempre più famoso tè verde, per avere il quale le foglie vanno rapidamente riscaldate in forni ventilati a 70° C per mantenere inalterati il colore e alcune sostanze in esse contenute, evitando la fermentazione. Una lavorazione intermedia tra queste due permette di ottenere la fermentazione parziale che caratterizza il tè Oolong, dall’aroma fruttato e con foglie marroncine. Sottoponendo il tè verde a una leggera fermentazione si ha invece il tè bianco, dal gusto molto delicato e particolarmente pregiato perché preparato soltanto con i germogli. Un’altra variante del tè verde è il Bancha, giapponese, per il quale si usano i rametti di tre anni e che è praticamente privo di teina.
A seconda della provenienza e della varietà ci sono altri tipi di tè, con gusti diversi e differenti qualità. L’Assam è tè nero indiano dal gusto deciso e speziato; il Darjeeling è anch’esso tè nero indiano, ma ha un aroma che ricorda il moscato; l’Earl Grey è tè nero aromatizzato al bergamotto. Tra i tè verdi possiamo ricordare il Gunpowder, cinese e molto diffuso, il Gyokuro, giapponese e pregiato, dall’aroma più dolce, e altri ancora.
Tisane: metodi di preparazione
In fondo, anche il tè è una tisana, per la precisione un infuso. Tisana è in effetti un nome generico che indica diverse preparazioni a base di acqua e piante, di solito essiccate e spesso appositamente spezzettate, generalmente usate in fitoterapia. Per preparare una tisana si possono mescolare più piante, in modo da ottenere gli effetti desiderati (sfruttando i principi attivi in esse contenuti) e il gusto voluto. I tipi più conosciuti di tisana sono l’infuso, il decotto e la macerazione. Il primo consiste nel versare le erbe in acqua bollente e lasciarvele riposare per una decina di minuti prima di filtrare; per ottenere il secondo le piante si mettono nell’acqua fredda e poi si porta il tutto a ebollizione per alcuni minuti, quindi si spegne il fuoco, si fa raffreddare e infine si filtra; il terzo si prepara mettendo le erbe in acqua fredda o tiepida per alcune ore prima di filtrare.
La scelta del metodo di preparazione dipende da quali parti di erbe si usano e dalle sostanze che si vogliono estrarre. In genere, foglie e fiori (per esempio la malva rinfrescante, il tiglio e la camomilla rilassanti) si mettono in infusione, il decotto è più adatto per le parti più coriacee, cioè semi (come quelli di finocchio, digestivi), radici (per esempio quella di tarassaco, depurativa) e cortecce (come la cannella, antisettica), e la macerazione si usa quando i principi attivi si alterano con il calore o richiedono un tempo lungo per sciogliersi nell’acqua.
| Componenti | Unità di misura | Contenuto medio* per 100 g |
| Energia | kJ | 1,7 |
| Energia | kcal | 0,4 |
| Acqua | g | 99,7 |
| Proteine | g | 0,1 |
| Carboidrati | g | 0 |
| Zuccheri | g | 0 |
| Amidi | g | 0 |
| Polioli, totali | g | 0 |
| Fibre | g | 0 |
| Grassi | g | 0 |
| Acidi grassi saturi | g | 0 |
| Acidi grassi monoinsaturi | g | 0 |
| Acidi grassi polinsaturi | g | 0 |
| Colesterolo | mg | 0 |
| Alcol (ethanolo) | g | 0 |
| Acidi organici, totali | g | 0 |
| Sodio | mg | 1,3 |
| Magnesio | mg | 1,66 |
| Fosforo | mg | 1 |
| Potassio | mg | 25,5 |
| Calcio | mg | 6,9 |
| Manganese | mg | 0,28 |
| Ferro, totale | mg | 0,02 |
| Rame | mg | 0,02 |
| Zinco | mg | 0,09 |
| Selenio | µg | 0,1 |
| Iodio | µg | 0,6 |
| Retinolo | µg | 0 |
| Beta-carotene | µg | 0 |
| Vitamina D | µg | 0 |
| Vitamina E (alfa-tocoferolo equivalente) | mg | 0 |
| Vitamina C | mg | 0 |
| Tiamina (Vitamina B1) | mg | 0 |
| Riboflavina (Vitamina B2) | mg | 0,01 |
| Niacina (Vitamina B3 o PP) | mg | 0,1 |
| Vitamina B5 o Acido Pantotenico | mg | 0,01 |
| Vitamina B6 | mg | 0 |
| Folati, totali (Vitamina B9) | µg | 2,6 |
| Vitamina B12 o Cobalamina | µg | 0 |