Sintonizziamoci su noi stessi per connetterci

Non è più tempo di mantenere segreti i “trucchi del mestiere”. Questa è l’era della condivisione! Ma dobbiamo prima essere consapevoli di noi stessi...

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Scambiare opinioni e competenze, condividere conoscenze e punti di vista è senz’altro l’atteggiamento più efficace per ottenere buoni risultati lavorativi, ma è anche il più soddisfacente per la propria vita relazionale e personale. Chi tiene tutto per sé si ritrova isolato e nel tempo impoverito intellettualmente, privo della linfa nuova che proviene dalle menti altrui. E non è detto che si assicuri un ruolo indispensabile... Il confronto con chi pensa o sa cose diverse da noi, inoltre, stimola la creatività e la capacità di analisi e di critica: ci spinge infatti a elaborare meglio il nostro pensiero per comunicarlo, a interpretare e comprendere quello degli altri, e magari a trovare nuove soluzioni basate sulla sintesi di entrambi. Arricchiti di nuove conoscenze, ci ritroveremo così anche immersi in un ambiente umano più “caldo”, reso più vivace dagli scambi e dalla riconoscenza di coloro che avranno scoperto qualcosa di nuovo grazie a noi.

Riunire logica ed emozioni

Per ottenere tutto ciò è però necessario coltivare alcune competenze specifiche, sviluppando quella che Goleman chiama l’“intelligenza emotiva”: cioè l’applicazione integrata di ciò che classicamente viene definito intelligenza, ovvero la capacità di comprensione intellettuale e di elaborazione logica, e una buona padronanza delle emozioni, delle proprie attraverso la consapevolezza e di quelle altrui attraverso l’empatia. Un modo di fare, di pensare, di essere, che migliora l’approccio con le persone, con il lavoro e con ogni ambito della vita. Ma che ci fa anche sentire più in armonia con noi stessi, perché permette di affrontare le cose in modo globale, con ogni parte di noi: evita infatti la consueta separazione razionalità, istintività, emotività, che spesso ci rende insoddisfatti e ci fa percepire una disarmonia che il più delle volte non sappiamo definire.

Esercitare la consapevolezza

Per prima cosa, dobbiamo recuperare la percezione delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti, insomma diventare più consapevoli di noi stessi. Si tratta di riconoscere la voce dei nostri “tre cervelli”: quello che risiede nella testa, quello che sta nel cuore e quello che si trova nella pancia (quando si dice un pensiero “viscerale”...), dando a tutti uno spazio e una dignità. Il “cervello della testa” ci è già famigliare ed è ben presente nella nostra vita, mentre gli altri due richiedono un esercizio di consapevolezza: quando sentiamo emergere in noi un impulso viscerale o un’emozione ma pensiamo che la situzione non ci permetta di esprimerli, scriviamoli su un foglio. Bastano poche parole, bisogna essere sintetici e non preoccuparsi della forma, ma annotare in una riga anche il contesto. La sera, è utile rileggere il foglio per osservare come la maggior parte delle volte avremmo potuto lasciare un pochino di spazio anche ai moti del nostro cuore o della nostra “pancia”. Dopo, buttiamo il foglio, per permettere a ciò che “sentiamo” di evolversi senza ritrovarsi condizionato da ciò che è avvenuto precedentemente. Man mano che familiarizziamo con queste nostre parti, scopriremo che la loro espressione è sempre più positiva e la loro gestione ci risulta sempre più facile.

Connettersi con gli altri

Solo dopo aver acquisito consapevolezza dei nostri istinti e delle nostre emozioni siamo pronti ad accogliere e a comprendere anche quelli delle altre persone con cui interagiamo. Usando un più moderno linguaggio informatico si potrebbe dire che bisogna mettere on-line il pensiero, il sentimento, l’emozione e l’istinto, per essere poi in grado di connettersi con quelli altrui. Si potrà così affrontare la complessità della vita con tutti i link necessari!
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