Il comune sale da cucina è composto da due minerali: cloro e sodio. È il secondo che gli dà il sapore e le proprietà, anche se in un grammo di sale ci sono circa 0,4 g di sodio.
Questo minerale svolge compiti utili e importanti nell’organismo, ma poiché è contenuto in quasi tutti i cibi, e anche nell’acqua, non è necessario aggiungerlo utilizzando il sale da tavola. L’eccesso di sodio può causare molti disturbi, salvo in rari e particolari casi, come una sudorazione estrema e prolungata o un’alimentazione vegetariana ristretta e rigorosa, che ne aumentano il fabbisogno.
In media, ogni giorno un adulto consuma circa 10 grammi di sale, cioè 4 grammi di sodio, mentre la quantità necessaria di questo minerale, in condizioni normali, è stata determinata dalla Commissione Europea tra 0,575 g e 3,5 g al giorno, che corrispondono a 1,5-8,8 g di sale. Per regolarsi, è necessario sapere che un cucchiaino di sale corrisponde a 6 grammi, e quindi a 2,4 grammi di sodio. Ma soprattutto bisogna conoscere la quantità di questo minerale già presente nei cibi. Un panino al prosciutto soddisfa da solo il fabbisogno quotidiano di sodio, il che conferma quindi che l’aggiunta di sale nelle pietanze è superflua.
Tuttavia, poiché è un eccellente esaltatore del gusto, farne a meno è difficile. Tanto che fin dall’antichità sono stati attribuiti al sale significati e valori particolari, sia perché un tempo era un bene raro, sia per la sua utilità nella conservazione degli alimenti.
Ce ne sono vari tipi, con caratteristiche diverse, ma per fortuna sono disponibili anche molte alternative per guadagnare salute senza perdere in sapore.
| ALIMENTO | SODIO MG PER 100 G |
| VERDURA, LEGUMI, AROMI E FRUTTA | |
| Carciofi | 133 |
| Carote | 95 |
| Cavolfiore | 8 |
| Cetrioli | 13 |
| Cipolle | 10 |
| Finocchi | 4 |
| Germogli di soia | 30 |
| Melanzane | 26 |
| Insalate (radicchio rosso e verde, lattuga) | 10 |
| Patate | 7 |
| Patatine fritte in busta | 1070 |
| Pomodori | 3-6 |
| Pomodori pelati | 9 |
| Pomodori passata | 160 |
| Sedano | 140 |
| Spinaci | 100 |
| Zucchine | 22 |
| Legumi freschi o secchi | 1-8 |
| Legumi in scatola | 300-400 |
| Mais in scatola sgocciolato | 270 |
| Pepe | 44 |
| Peperoncino piccante | 7 |
| Rosmarino | 15 |
| Salvia | 4 |
| Frutta fresca | 1-10 |
| Frutta secca a guscio | 10-15 |
| LATTE E DERIVATI, UOVA | |
| Latte vaccino fresco | 50 |
| Latte fresco di capra | 40 |
| Yogurt intero | 48 |
| Yogurt magro | 58 |
| Caciotta toscana | 514 |
| Crescenza | 350 |
| Emmenthal | 450 |
| Fontina | 686 |
| Formaggino | 1000 |
| Formaggio cremoso spalmabile | 330 |
| Gorgonzola | 600 |
| Grana | 700 |
| Mozzarella | 200 |
| Parmigiano | 600 |
| Pecorino | 1800 |
| Ricotta di latte vaccino | 78 |
| Taleggio | 873 |
| Uova intere | 137 |
| CARNI FRESCHE E TRASFORMATE | |
| Agnello (a seconda del taglio) | 68-70 |
| Bovino adulto (a seconda del taglio) | 40-55 |
| Cavallo | 74 |
| Coniglio | 67 |
| Maiale (a seconda del taglio) | 56-76 |
| Pollo (a seconda del taglio) | 33-87 |
| Tacchino (a seconda del taglio) | 52-94 |
| Vitello | 89 |
| Bresaola | 1597 |
| Carne bovina in scatola | 670 |
| Coppa Parma | 1524 |
| Cotechino precotto | 1138 |
| Mortadella | 506 |
| Prosciutto cotto | 648 |
| Prosciutto crudo Parma | 2578 |
| Salame | 1600 |
| Wurstel suino crudo | 793 |
| PESCATO | |
| Acciughe sott’olio | 480 |
| Calamari | 185 |
| Cozze | 290 |
| Gamberi freschi | 146 |
| Pesci di fiume (a seconda del tipo) | 40-63 |
| Merluzzo, nasello | 77 |
| Salmone fresco | 98 |
| Salmone affumicato | 1880 |
| Sarde | 66 |
| Sgombri | 130 |
| Sogliole | 120 |
| Tonno fresco | 43 |
| Tonno sott’olio sgocciolato | 316 |
| CONDIMENTI | |
| Olio di oliva o di semi | Tracce |
| Burro | 7 |
| Margarina vegetale | 800 |
| Ketchup | 1120 |
| FARINE, PRODOTTI DA FORNO E DOLCI | |
| Farine di cereali | 1-4 |
| Pane (eccetto il pane toscano, senza sale) | 300 |
| Biscotti frollini | 223 |
| Biscotti secchi | 410 |
| Croissant | 390 |
| Crostata alla marmellata industriale | 235 |
| Corn flakes | 1100 |
| Muesli | 380 |
| Marmellate | 12 |
| Miele | 11 |
| Zucchero | 1 |
| Cioccolato al latte | 120 |
| Cioccolato fondente | 11 |
| BEVANDE | |
| Bibite alla cola | 8 |
| Birra | 10 |
| Vino | 4 |
| Caffè | 74 |
| Tè (foglie) | 45 |
È bene ricordare che il sodio aggiunto ai cibi viene sempre indicato in etichetta. Se la quantità non è specificata, un aiuto a comprenderne la proporzione è dato dalla norma di legge che obbliga a elencare gli ingredienti in ordine decrescente, cioè mettendo per primi quelli presenti in quantità maggiore. Indicano la presenza di sale anche: cloruro di sodio, bicarbonato di sodio, fosfato monosodico, glutammato monosodico (si trova soprattutto nei dadi), nitrato e nitrito di sodio (conservanti, molto usati nei salumi).
L’eccesso di sodio può causare molti disturbi
Consumare troppo sale, e di conseguenza assumere una quantità eccessiva di sodio, aumenta innanzitutto il rischio di diventare ipertesi, oltre a quello di sviluppare malattie cardiache, dei vasi sanguigni, dei reni, del fegato. Tutti problemi che possono essere collegati tra loro, o insorgere indipendentemente uno dall’altro. Una presenza eccessiva di sodio può causare la perdita di potassio, e di conseguenza squilibri e disturbi cardiaci.
Ma purtroppo non è tutto. Un eccesso di sodio nell’organismo provoca edema, cioè gonfiore dovuto al trattenimento di liquidi nei tessuti (spesso correlato alla presenza di cellulite), oltre a una maggiore eliminazione di calcio attraverso le urine, predisponendo quindi all’osteoporosi. Un problema particolarmente sentito dalle donne in menopausa, poiché questa condizione è già un fattore di rischio per la fragilità delle ossa.
Secondo alcuni studi, il controllo della quantità di sodio nell’alimentazione aiuta a prevenire intossicazioni, gonfiori, proteinuria e disturbi visivi.
Di sale ce ne sono vari tipi
Il salgemma o sale di rocca viene estratto dalle miniere quasi puro, ed è cloruro di sodio praticamente al cento per cento. Nel sale marino, soprattutto se integrale (e quindi non raffinato), si trovano invece anche altri minerali e oligoelementi, che bilanciano il sodio. Dal punto di vista nutrizionale è quindi migliore, ma ha il difetto di essere più igroscopico del salgemma, cioè di assorbire acqua restando umido.
Recentemente si sta diffondendo il sale dell’Himalaya, dal colore rosato. Come si intuisce dal nome, è estratto dalle montagne, dove si trova oggi in seguito alle variazioni geologiche: è ciò che resta del mare primordiale prosciugatosi più di 250 milioni di anni fa. Contiene anch’esso, quindi, una grande varietà di minerali e oligoelementi, oltre al cloro e al sodio.
A seconda della provenienza, cambia la resa e anche il gusto del sale, oltre che la sua composizione.
In commercio si trova il sale iodato, il cui uso è consigliato a tutti anche dalle autorità sanitarie, nell’ambito della prevenzione di alcuni disturbi tiroidei dovuti proprio a una scarsa assunzione di iodio. Resta comunque un prodotto ad alto contenuto di sodio, per cui anche per il sale iodato sono validi i suggerimenti di ridurre la quantità di consumo quotidiano.
Infine, il sale dietetico è un prodotto riservato alle persone ipertese, ma solo su suggerimento del medico: contiene meno sodio e una parte di cloruro di potassio, ma può avere effetti collaterali. L’ideale è quindi ridurre il consumo di sale, preferendo quello iodato.
Le molte alternative
Ridurre la quantità di sale consumata quotidianamente è possibile, basta procedere in modo graduale. Si tratta infatti di abituare pian piano il palato ad apprezzare cibi meno salati, usando alcune strategie per esaltarne i sapori in modo alternativo.
Aggiungere alle pietanze aromi e spezie, oppure semi tostati, è un ottimo modo per usare meno sale senza rinunciare al gusto, ma anche il succo di limone e l’aceto sono d’aiuto. Invece del formaggio, si può spargere sui primi piatti una miscela di pane senza sale (tipo toscano) grattugiato e mescolato con spezie o erbe aromatiche tritate, magari passando prima il tutto in padella con poco olio. Ottimo anche per i ripieni.
Dare grande spazio nella propria dieta a frutta e verdura ha molti benefici, tra cui anche quello di ridurre la quantità degli alimenti che hanno un maggiore contenuto di sodio e di compensare gli effetti di questo minerale grazie al potassio, spesso presente nei cibi vegetali.
Oltre a quello aggiunto a tavola e in cucina, si può diminuire anche il sale presente nei cibi trasformati, preferendo quelli che ne contengono di meno, e consumando solo saltuariamente gli alimenti ad alto apporto di sodio, come olive in salamoia, pasta ripiena, cibi pronti o precotti, patatine fritte in sacchetto, salmone affumicato, snack salati, dadi, salse, salumi e alcuni formaggi. Leggendo le etichette si può scegliere in modo oculato e consapevole. Un primo ed efficace passo da fare è optare per il pane toscano, senza sale, dato che in genere il pane è un cibo che si mangia quotidianamente e quindi che influisce in modo significativo sul bilancio complessivo del sodio introdotto attraverso l’alimentazione.
Storia, significati e valori particolari
Tutto comincia nel Neolitico, circa 10.000 anni fa, quando il sale viene usato per la prima volta allo scopo di conservare gli alimenti. Ma solo molto più tardi il suo utilizzo è esteso a ingrediente esaltatore del gusto, nella preparazione dei cibi. Da allora, il sale diventa un bene di prima necessità e un prodotto di grande valore nel commercio, grazie al quale le popolazioni costiere europee si arricchirono. Lo sviluppo della sua diffusione porta a un’evoluzione della sua produzione: prima si ricavavano piccole quantità di sale facendo bollire l’acqua di mare finché evaporava del tutto, lasciando il sale sul fondo del recipiente, poi fu la volta delle grandi saline. Furono i Romani ad avviare una produzione intensiva del cloruro di sodio, di cui detenevano praticamente il monopolio. Plinio, nel Primo secolo dopo Cristo, lo ritiene un elemento fondamentale della vita civilizzata. La via Salaria prende il nome proprio dal sale, poiché per questa strada veniva diffuso nel resto della penisola.
Ma anche le saline di Trapani, famose ancor oggi e protette come Riserva Naturale, hanno origini antiche: la loro nascita risale a circa 3000 anni fa. Il sale che se ne ricava è ricercato per la sua alta solubilità e la sua composizione equilibrata, che comprende anche altri minerali, come potassio, iodio e magnesio, a discapito del sodio.
Anticamente al sale si attribuiva un potere importante, quello di scacciare i malefici. E dato il suo carattere raro e prezioso, la spartizione del sale costituiva un rituale fondamentale dell’ospitalità, sia in Oriente che presso i Greci.