Attraverso un procedimento discorsivo fatto di ragioni e nessi logici, la sequenza di pensieri prende la forma di un’argomentazione. Mettiamo così in relazione più informazioni per riuscire ad elaborare concetti, produrre idee nuove o risolvere problemi.
Un personaggio che è diventato famoso nella storia proprio per il suo modo di ragionare e di esporre le proprie argomentazioni è Cicerone. Ancora oggi viene preso ad esempio per il modo in cui durante i processi argomentava le proprie ragioni e riusciva a condurre la giuria nella direzione in cui lui voleva.
Non siamo tutti abili come Cicerone ma nella vita di tutti i giorni ciascuno di noi deve ragionare per riuscire, ad esempio, a trovare la soluzione ad un problema.
Regole, schemi ed esperienza: gli ingredienti del ragionamento.
Talvolta, in maniera inconsapevole, applichiamo le regole della logica. Un esempio di ragionamento “secondo logica” potrebbe essere rappresentato dal pensiero: “se piove prendo l’ombrello. Fuori piove, allora.... prendo l’ombrello”.
Non sempre però i ragionamenti sono così semplici: infatti, tanto più numerose sono le premesse e gli elementi da tenere in considerazione, quanto più sarà facile commettere errori. Oltre ad impiegare un tempo maggiore per giungere alla conclusione corretta.
Ma è possibile ragionare anche per schemi mentali che si ispirano al contenuto del problema e permettono di orientarsi tra le possibili soluzioni che immaginiamo. Oppure è possibile cercare di rappresentarsi concretamente la situazione o gli elementi di un ragionamento: la nostra esperienza e sensibilità rispetto al contenuto del problema aiuteranno nella risoluzione.
Capacità di ragionare: innata o allenata?
Anche i più famosi filosofi e pensatori di ogni tempo, hanno allenato le proprie capacità logiche di ragionamento nella pratica quotidiana, come facciamo noi, inconsapevolmente.
Parlare, confrontarsi e scambiare le proprie opinioni con quelle degli altri migliora l'abilità di fare associazioni e argomentare le nostre opinioni in modo sempre più preciso e completo. Infatti tanto più abbiamo familiarità con gli argomenti che trattiamo quanto più riusciremo a ragionare in modo efficace.
Inoltre, il ragionamento viene utilizzato per la risoluzione dei problemi; allora è proprio di fronte ai piccoli problemi di tutti i giorni che possiamo metterci alla prova. Esprimere ad alta voce i nostri pensieri o utilizzare un taccuino per rappresentare visivamente i termini del problema è un ottimo esercizio per evidenziare le informazioni fondamentali ed eliminare quelle ridondanti o irrilevanti. In questo modo la soluzione sarà più facile da raggiungere.
Anche i giochi possono aiutare: il ragionamento si allena anche con il tris, il sudoku, le griglie logiche, che aiutano a trovare la soluzione partendo da alcune informazioni e deducendo di volta in volta il passo successivo.
Socrate è davvero mortale?
L'organizzazione dei nostri pensieri avviene secondo due modelli di ragionamento:
1. deduttivo, quando partiamo da premesse generali per arrivare ad affermazioni particolari considerate vere in funzione dell’assunto di veridicità delle premesse di partenza. È famoso l'esempio di logica aristotelica: Socrate è un uomo. Tutti gli uomini sono mortali. Socrate è mortale.
2. induttivo, quando il ragionamento è condizionato in modo significativo dalle nostre esperienze e da eventuali legami di somiglianza o causalità tra le condizioni di partenza. Funziona partendo da premesse particolari per arrivare ad un'affermazione generale: ad es. se ho letto ascoltato diversi CD di musica classica e ogni volta mi sono annoiato, posso concludere che, probabilmente, non apprezzerei neppure il nuovo CD di musica classica appena uscito; dunque evito di comprarlo.
Con l'allenamento, la capacità di ragionare, argomentare e trovare soluzioni – a questo serve la capacità di ragionare! – potrebbe migliorare a tal punto da riuscire a dimostrare che, contrariamente a quanto sosteneva Aristotele, Socrate è immortale! (e lo sanno bene tutti coloro che, almeno una volta, magari senza saperlo, hanno citato alcune delle sue perle di saggezza di oltre 2000 anni fa).
Alcune delle più note frasi di Socrate (Atene, 469 a.C.):
“Chi vuol muovere il mondo prima muova se stesso”
“Sposati: se trovi una buona moglie sarai felice; se ne trovi una cattiva, diventerai filosofo.”
“Bisogna mangiare per vivere, non vivere per mangiare”
“Sa, chi sa di non sapere”....ovvero: l'uomo più saggio non è colui che già crede di sapere tutto, ma colui che sa di non sapere, e per questo motivo è sempre alla ricerca di nuove cose da imparare.