Prontezza di riflessi e concentrazione potenziate dal tennis

Sport molto diffuso che permette di mantenersi in forma e “staccare” da stress e preoccupazioni. Ma sono necessari un po’ di tecnica, allenamento e riscaldamento

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Un tempo era uno sport d’élite, un esercizio fisico limitato alla bella stagione. Oggi il tennis è praticato da moltissime persone in tutto il mondo e in ogni periodo dell’anno, grazie alla disponibilità di strutture coperte e riscaldate, che rendono agibili i campi con qualsiasi tempo e a qualunque temperatura. Neppure l’età è un ostacolo, purché si abbia l’accortezza di accompagnare alla pratica del tennis un altro sport oppure una ginnastica compensativa, soprattutto per gli adolescenti. Anche se sarebbe meglio cominciare soltanto quando la struttura fisica è ben formata, cioè dopo i 14 anni. Nel periodo della crescita, infatti, c’è il rischio di uno sviluppo fisico non armonioso, dato che con il tennis un lato del corpo è maggiormente stimolato rispetto all’altro. Per questo bisognerebbe sempre cominciare con un corso: solo un istruttore può impostarci bene e minimizzare i rischi che derivano dal fatto che il tennis è uno sport “asimmetrico”.
Ma a ogni età questo sport, per offrire al meglio i suoi benefici, richiede alcune accortezze: soprattutto preparazione e riscaldamento. Senza i quali, oltre ad avere risultati meno buoni durante gli incontri, si rischiano problemi muscolari e infortuni.
Una volta osservate queste regole preliminari, e se non ci sono particolari controindicazioni, grazie a una pratica costante si potranno scaricare tensioni, rinforzare il cuore e la circolazione sanguigna, potenziare velocità e resistenza, mantenere agili e fluidi i muscoli e le articolazioni. E sul piano mentale e psicologico, con questo sport si stimola una positiva competitività, si favorisce la socializzazione, si accresce la capacità di concentrazione e la prontezza dei riflessi.
L’ideale è praticare il tennis almeno un’ora per tre volte alla settimana, a fine giornata oppure come “stacco” durante la pausa pranzo, ma i più giovani possono anche raddoppiare il tempo passato sul campo e chi desidera continuare a fare questo sport nella terza età può farlo, regolando intensità e frequenza di gioco in base alle proprie capacità e alla propria resistenza. L’importante, vale la pena di ripeterlo, è allenarsi, riscaldarsi, non strafare ma mantenere una certa costanza: una “giocatina” ogni tanto rischia di essere più pericolosa che benefica, perché sottopone il fisico a un impegno e a uno sforzo intenso e improvviso.

Attrezzature e caratteristiche del gioco

Una volta prenotato il campo, che può essere in terra rossa battuta o in materiali sintetici (ma il campo più famoso, quello di Wimbledon, è coperto di erba), largo 8,23 metri e lungo 23,77 metri, diviso in due da una rete alta al centro 91 centimetri, tutto ciò che serve per giocare a tennis, oltre alle scarpe adatte, è una racchetta e delle palline. La prima, che un tempo aveva il telaio di legno e poi di leghe leggere, oggi ha una struttura in materiali polimerici alla quale è fissata una rete rigida di corde (oggi di nylon) intrecciate fra loro, e disposte sia in senso verticale che orizzontale. È con essa che si deve colpire la pallina (di diametro compreso tra 6,35 e 6,67 centimetri, per circa 57 grammi di peso) in modo da mandarla nell’altra metà del campo, dove si trova l’avversario. Il lancio dev’essere fatto in modo da evitare che l’altro giocatore riesca a prendere la palla con la sua racchetta dopo il primo rimbalzo, oppure facendo sì che ribattendola la lanci fuori dalla metà campo avversaria. Le regole e le tipologie di lancio sono molte, e la partita può essere giocata in due oppure in quattro (match di doppio).
La storia del tennis è antica, ma il primo regolamento fu stilato nel 1873 dall’inglese Wingfield. Alcuni decenni dopo iniziarono i primi tornei per professionisti, molto seguiti dal grande pubblico, che si giocano ancora oggi: il più famoso è quello di Wimbledon.
Inserito nel programma delle prime olimpiadi moderne, nel 1896, il tennis fu tolto dai giochi olimpici nel 1928, e tornò a farne parte a tutti gli effetti nel 1988 (nell’edizione precedente, quella del 1984, si giocò un torneo dimostrativo).

Alcune accortezze

Prima di una partita o di una lezione è meglio mangiare soltanto della frutta: veloce da digerire, non impegna lo stomaco e lascia le energie libere per l’impegno sportivo.
Durante e dopo, invece, è importante ripristinare i liquidi e i minerali persi a causa dell’abbondante sudorazione provocata dal gioco. La scelta migliore è bere molta acqua minerale naturale, non frizzante e a temperatura ambiente.

Preparazione e riscaldamento

Ginnastica e stretching sono utilissimi, anzi essenziali, per preparare il fisico al tennis e ridurre notevolmente i rischi di infortuni. Prima di ogni lezione o partita bisognerebbe fare un po’ di riscaldamento: un quarto d’ora di corsa, qualche scatto veloce in ogni direzione, un po’ di salto della corda e alcuni esercizi di allungamento muscolare. L’ideale sarebbe anche concludere la pratica di questo sport con una serie di analoghe attività motorie, in modo da sciogliere la muscolatura e bilanciare la stimolazione unilaterale tipica del tennis.

Controindicazioni

Chi ha problemi articolari, posturali, muscolari, tendinei, vertebrali (scoliosi, in particolare), oppure disturbi cardiaci non dovrebbe praticare il tennis, a meno che non abbia avuto prima il parere positivo di uno specialista. Si tratta infatti di uno sport che sottopone il fisico a sforzi importanti e a un impegno particolare del cuore e della struttura osteoarticolare e muscolare.
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