Cavoli sì... e non solo a merenda

Verza e cavolini di Bruxelles, broccoli e cavolfiori, cavoli di ogni tipo (verza e cinese, cappuccio e marino…) e colore (verdi e persino neri), ma anche rucola, rape e ravanelli

Introduzione  •  Prevenzione  •  Usi esterni  •  Cosmesi
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Un gruppo numeroso, con tantissime proprietà benefiche e altrettanti usi culinari. I cavoli, in tutte le loro varietà, sono i componenti più numerosi di questa generosa famiglia, quella delle Brassicacee.
Facilissimo non farsene mancare mai una porzione, nei pasti invernali: non ci si può stancare, giocando su una simile varietà di forme, colori e sapori!
Forniscono pochissime calorie a porzione (però sanno offrire un’ottima sensazione di sazietà), e un vero e proprio “pieno” di vitamine (soprattutto la C e la A) e minerali (in particolare fosforo, potassio, ferro e rame), grazie ai quali questi ortaggi gustosi e versatili svolgono molti effetti positivi sull’organismo e sulle sue funzioni.
A cominciare dal sistema nervoso: migliorano la trasmissione dei messaggi verso i muscoli. E se lo stress ha fatto danni, provocando gastrite o ulcera, un bicchiere di succo o di centrifugato di verza o di cavolfiore dà grande sollievo. Una bevanda utile anche per digerire meglio, contrariamente a quello che di solito si pensa di cavoli & Co., di solito considerati “impegnativi”. La loro digestione diventa difficile, in effetti, solo quando vengono cotti troppo, cosa che, tra l’altro, riduce e a volte annulla persino, la maggior parte dei loro effetti benefici.
Consumati come contorno (meglio se crudi, in insalata) sarebbero utili nella produzione di emoglobina, e quindi raccomandati nell’anemia.
Inoltre, cavoli e cavolfiori stimolano la tiroide, migliorando così il metabolismo: hanno, insomma, tutto quel che serve a chi vuole restare in linea, dato che saziano molto con poche calorie, sono diuretici e ricchi di fibre, e aiutano l’organismo a elaborare al meglio i cibi, riducendone gli accumuli appena ci si converte da sedentari ad anche solo moderatamente attivi.
E non è tutto: questa generosa famiglia di ortaggi svolge molti altri effetti preventivi, ed è efficace anche per uso esterno e come cosmetico.

Prevenzione

Per proteggersi dalle tipiche malattie invernali, come raffreddori e disturbi influenzali, oltre che per combattere la tosse, occorre mangiare verze crude, in modo da non danneggiare la vitamina C che contengono. Per antipasto, tagliate finissime e condite con olio, sale e aceto, di mele o balsamico, e lasciate riposare una mezz’oretta prima di consumarle.
Un consumo frequente offre contemporaneamente molti altri vantaggi: oltre alla vitamina C, infatti, nei cavoli (ma anche nei cavolfiori, che possono sostituirli nella medesima preparazione) troviamo altre sostanze capaci di contrastare gli effetti dannosi dell’inquinamento. Sono gli antiossidanti, che agiscono in modo da rallentare i processi di invecchiamento dell’organismo, che non riguardano solo le modifiche dell’aspetto esteriore, ma giungono ad alterarne anche le funzioni. Grazie a questa loro proprietà, sono risultate efficaci nel contrastare malattie degenerative, intervenendo nella protezione dai tumori.
Persino gli antichi Romani ne intuivano i grandi pregi, visto che usavano largamente questi ortaggi per curare molte malattie. Ai popoli marinari era invece noto il ruolo che oggi attribuiamo alla vitamina C, e per questo imbarcavano verze, cavoli e rape sulle navi, prima dei lunghi viaggi in mare, per evitare malattie come lo scorbuto.

Usi esterni

Ortaggi tanto virtuosi ci sorprendono per ulteriori proprietà: anche applicati sulla pelle, oltre che consumati ai pasti, hanno i loro effetti positivi. Su tutti i disturbi infiammatori (dalle tendiniti ai dolori locali) dà sollievo applicare una foglia di verza pulita e asciutta, dopo averle tolto le venature bianche, coperta con un panno di cotone e lasciata sulla parte dolente per almeno due ore. Il succo di cavolo cappuccio viene usato sulle zone affette da dermatosi, mentre l’acqua di cottura del cavolfiore sugli eczemi.

Cosmetici

Foglie crude tritate di verza, applicate sul viso e sciacquate dopo un quarto d’ora, sono utilizzate come maschera di bellezza, mentre il succo dei broccoli diventa tonico detergente e rivitalizzante.
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