Mantenersi in forma? Gioco... da spiaggia!

Il beach volley è un modo divertente per bruciare calorie, tonificare il corpo, socializzare e aumentare la consapevolezza delle proprie capacità

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Da sempre si improvvisano in spiaggia partite di pallavolo con gli amici, ma anche con i vicini di ombrellone, per cementare nuove amicizie. Da divertente passatempo il beach volley si è trasformato in vero e proprio sport di successo, con le sue regole e i suoi benefici.
Se ne avvantaggia prima di tutto la linea, sia perché aiuta a bruciare calorie (circa 400 in un’ora), sia perché tonifica la muscolatura, rendendo il corpo agile e armonioso. Giocare a beach volley migliora anche la circolazione sanguigna, soprattutto delle gambe (riducendo gonfiori e senso di pesantezza), potenzia la coordinazione motoria e aumenta la resistenza e la forza. L’attività motoria in sé e il fatto che venga praticata all’aperto ossigenano i polmoni e migliorano la respirazione.
Anche sul piano psicologico questo sport è benefico: permette di avere più consapevolezza delle proprie capacità mentali, oltre che fisiche, e accresce quindi l’autostima; dà prontezza di riflessi e migliora le capacità relazionali.
Ma naturalmente anche il beach volley, per dare i suoi benefici senza rischi, richiede l’osservanza di alcune precauzioni. Prima fra tutte, la necessità di un po’ di riscaldamento (qualche minuto di corsa sul bagnasciuga o un quarto d’ora di acquagym possono bastare) e di preparazione. Come per tutti gli sport, anche per questa variante semplificata della pallavolo è bene non lanciarsi in attività estemporanee dopo un anno passato alla scrivania. Chi fa già un po’ di moto può lasciarsi coinvolgere senza problemi dalla partite sulla sabbia, e i più sedentari possono usare la voglia di giocare durante le vacanze come molla per avviare un piccolo programma di attività motoria qualche settimana prima della partenza. Altrimenti, gradualità e prudenza sono indispensabili per non rischiare problemi articolari e muscolari.

Precauzioni e controindicazioni

Muoversi predispone ai traumi, ma farlo all’aperto e in estate aggiunge il rischio di colpi di sole e colpi di calore. La prevenzione è sempre possibile, in entrambi i casi, e vale la pena di metterla in pratica per non rovinarsi il piacere e il divertimento.
Se la sabbia da un lato attutisce i traumi grazie al suo effetto ammortizzante, dall’altro sollecita in modo particolare le articolazioni e la muscolatura delle gambe, in particolare quando si salta. Inoltre, chi non è allenato, oltre a rischiare maggiormente traumatismi per via della minore forza ed elasticità di muscoli e articolazioni, ha buone probabilità di ritrovarsi il giorno dopo la partita con i classici dolori da sforzo improvviso e intenso. Per evitare questo fastidioso inconveniente, se non si è più in tempo a precedere la partita con il necessario allenamento, basta cominciare con gradualità, giocando per pochi minuti la prima volta e allungando il tempo nei giorni seguenti.
Gradualità è una parola magica per chi vuole cimentarsi con il beach volley, perché serve anche a proteggersi dai problemi di caldo e sole, che possono provocare malanni anche seri. Lo sforzo dell’attività fisica e l’alta temperatura ambientale dovuta al clima mettono il cuore sotto pressione se non si è allenati e si rischiano crampi, malori e colpi di sole o di calore. Protezione solare obbligatoria, e magari anche maglietta (rigorosamente di cotone) e cappellino sono già abbastanza efficaci, ma è meglio scegliere anche l’orario: le ore centrali della giornata sono sconsigliabili perché più calde, meglio scegliere la prima mattina o il tardo pomeriggio per le partite, e comunque non giocare subito dopo mangiato. Anche l’acqua è un valido (e indispensabile) alleato: bagnare il corpo aiuta a disperdere il calore, e bere molto evita la disidratazione. Forte stanchezza, tremore, mal di testa, crampi, tachicardia, sudorazione e vertigini, o generici malori, sono campanelli d’allarme che richiedono immediato riposo all’ombra, acqua e, se non si risolvono in fretta, il ricorso al medico. Soprattutto se c’è pelle secca e calda, febbre alta, respiro superficiale, confusione mentale: i sintomi del colpo di calore.
Infine, le controindicazioni. Devono evitare questo sport (o parlare col proprio medico prima di praticarlo): anziani, ipertesi, cardiopatici e coloro che soffrono di artrosi e problemi alla colonna vertebrale.

Le regole del gioco

Due squadre composte di un pari numero di giocatori, in genere da due a sei per parte, si lanciano la palla facendola passare sopra una rete alta più di due metri (2,24 per le donne e 2,43 per gli uomini) su un campo di sabbia di 16 metri per 8. Le regole sono molto simili a quelle della pallavolo, lo sport da cui deriva il beach volley, e prevedono limitazioni alla possibilità di trattenere la palla in modo da far giocare tutti i partecipanti: per esempio, può essere toccata al massimo tre volte consecutive da una squadra, e due dallo stesso giocatore, poi va passata. Ovviamente, deve passare al di sopra della rete e andare nel campo avversario, dove, se tocca terra, procura un punto alla squadra che l’ha lanciata. Per i lanci si possono usare tutte le parti del corpo, piedi compresi.
Per quanto riguarda le tecniche, è necessaria grande adattabilità: poiché si gioca all’aperto, le condizioni atmosferiche cambiano di continuo, così come il tipo di terreno, e ad essi si devono costantemente adattare i giocatori.

Dalla spiaggia alle Olimpiadi

Anche se in Italia si gioca solo dagli anni Ottanta, il beach volley è nato molto prima, negli anni Venti in California. Da attività ludica per passare il tempo con gli amici in spiaggia, è diventato un vero e proprio sport per professionisti, e dal 1996 è una disciplina olimpica. Le squadre più forti nelle competizioni ufficiali sono quelle brasiliane e statunitensi.
Di recente sono stati brevettati dei particolari tappeti che permettono di ricreare in luoghi coperti le condizioni del campo di sabbia, in modo da poter giocare tutto l’anno e con qualunque situazione atmosferica.

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