Si potrebbero definire lo spuntino ideale: le ciliegie hanno poche calorie (38 per 100 grammi), un sapore delizioso e dolce che soddisfa e gratifica il palato, un ricco corredo di sostanze nutrienti tra cui minerali, vitamine, fibre e acidi organici, e un ottimo potere saziante, accresciuto dal fatto che vanno mangiate lentamente per via delle loro piccole dimensioni e della presenza del nocciolo. Cosa che contribuisce a stimolare i recettori del cervello responsabili della percezione di sazietà.
Consumate come spuntino, inoltre, offrono un ulteriore vantaggio: a stomaco vuoto si ottiene il massimo assorbimento dei nutrienti contenuti nel frutto, e di conseguenza delle loro attività benefiche per l’organismo. Tanto che le nonne consigliavano di fare una “giornata delle ciliegie”, alimentandosi soltanto di esse per ventiquattr’ore, naturalmente in piena stagione di maturazione. Lo scopo? Disintossicarsi!
Le ciliegie sono infatti depurative, stimolanti delle funzioni di eliminazione intestinali e urinarie, contribuendo anche così alla ripresa o al mantenimento del peso forma. Ma hanno anche molte altre virtù.
Della stessa famiglia delle rose, come mandorle e pesche, susine e albicocche, di ciliegie ce ne sono molte varietà, diverse per gusto e consistenza, tutte disponibili da maggio a luglio.
La storia di questi frutti è molto antica, e sembra risalire al Neolitico. Sarà per questa lunga famigliarità con gli esseri umani, e per la fioritura degli alberi in primavera, tanto bella da non poter passare inosservata, che alle ciliegie sono affidati simboli e significati diversi in ogni cultura.
Altri usi e altre virtù
Stimolanti di fegato, reni e intestino,
depurano l’organismo e in particolare il sangue. Inoltre, le ciliegie sono
ottimi ricostituenti, soprattutto quando occorre integrare minerali e oligoelementi, come in estate, per fronteggiare le perdite dovute alla maggiore sudorazione.
Contengono infatti potassio, calcio, ferro, zinco, rame, manganese, cobalto, fosforo, magnesio, ma anche vitamina C in buone quantità (con mezzo chilo di ciliegie se ne soddisfa il fabbisogno quotidiano), oltre a provitamina A, vitamine del gruppo B.
Ancora, acidi organici (importanti per
l’equilibrio acido-base, da cui dipende la salute delle cellule e la funzionalità dell’organismo) e fibre (sazianti, utili per
l’attività dell’intestino e per il metabolismo), insieme a bioflavonoidi (che fanno parte del gruppo degli
antiossidanti, sostanze capaci di contrastare l’invecchiamento cellulare provocato dai radicali liberi), polifenoli (disintossicanti e utili per
aumentare la resistenza dei capillari), antociani (che danno al frutto il suo tipico colore e contribuiscono a proteggere l’organismo dalle
malattie cardiovascolari, oltre a
ridurre il dolore) contribuiscono con tutti gli altri componenti delle ciliegie a definirne le proprietà.
Leggermente acidule e molto ricche di acqua, sono
dissetanti e idratanti.
Tra i principi attivi, alcuni sono efficaci per aiutare il corpo a
eliminare gli acidi urici, il che rende le ciliegie utili a chi soffre
di reumatismi o di problemi articolari.Grazie soprattutto al potassio, contribuiscono al
controllo dell’ipertensione. E ricerche recenti ne hanno riscontrata l’utilità nella
riduzione del tasso di colesterolo nel sangue.
Per questo, oltre che in campo alimentare, sono
usate anche in fitoterapia. In particolare, i gambi (o peduncoli) essiccati sono alla base di tisane o prodotti diuretici.
Gli zuccheri responsabili del gusto dolce di questo frutto sono presenti in una forma
tollerata anche dai diabetici, e adatta a chi è in sovrappeso; per il basso indice glicemico rimangono a lungo disponibili nell’organismo, non richiedendo il rilascio immediato di insulina.
Anche in ambito
cosmetico la ciliegia ha un suo ruolo. E non solo perché la depurazione dell’organismo rende la
pelle più bella e luminosa. Gli antiossidanti prevengono l’invecchiamento, la provitamina A
favorisce l’abbronzatura, con la polpa dei frutti si possono preparare maschere estemporanee per il viso dall’azione
rivitalizzante, astringente e rinfrescante, e il decotto di peduncoli si usa come
lozione per la pelle screpolata.Ce ne sono molte varietà
Dalle due specie principali, il
Prunus avium, o
ciliegio dolce, e il
Prunus cerasus, o
ciliegio acido, derivano alcune
centinaia di varietà di ciliegie, suddivise in
tenerine (per via della consistenza della polpa) dal colore chiaro, e duracine, più compatte e dalla tinta scura oppure quasi biancastra.
Le più diffuse tra quelle appartenenti alla
specie dolce, sono le “Bigarreau”, le prime ad arrivare sui banchi del mercato; i duroni “Nero”, prevalentemente coltivati nel comprensorio di Vignola (MO), tanto scuri da essere quasi neri, grandi e dolcissimi; i duroni “Anella”, dalla polpa croccante e succosa; le tenerine “Ferrovia”, pugliesi, molto succose; i duroni “Marca”, giallo-rossi, molto usati per fare le ciliegie sciroppate e sotto spirito.
Tra le “acide” ci sono le
amarene e le marasche, dal gusto meno apprezzato per il consumo fresco, e molto ricercate invece per produrre
sciroppi, conserve e liquori (Maraschino, Ratafià, Cherry). È in queste varietà che le proprietà delle ciliegie sono esaltate al massimo.
È importante
saper scegliere questi frutti, al momento dell’acquisto. Per godere al massimo del loro sapore e sfruttarne appieno le proprietà, preferire le ciliegie con la polpa soda e la buccia lucida, mature ma senza ammaccature, con il picciolo fresco e ancora verde.
Si conservano in frigo in un sacchetto di carta e vanno consumate entro pochi giorni, dopo averle lavate bene sotto l’acqua corrente.
Storia
Le
prime tracce delle ciliegie risalgono al Neolitico: sono stati trovati dei noccioli di questi frutti in alcuni
villaggi prealpini di palafitte. Si hanno segni della loro presenza nell’antico Egitto, fin dall’800 a.C. e la prima citazione di coltivazioni di ciliegie in Italia (oggi il maggior produttore europeo) è datata intorno al 200 a.C.
Anche delle loro proprietà benefiche si sa da molto tempo: la
Scuola Salernitana (dodicesimo secolo), che costituisce la nostra tradizione medica, riconosceva alle ciliegie la capacità di purificare lo stomaco, liberare la vescica dalle “pietre” (come allora si chiamavano i calcoli) e depurare il sangue.
Simboli e significati
Nell’iconografia cristiana rappresentano il Paradiso, e a volte il frutto dell’Eden in contrasto con la mela del peccato originale; mentre per l’esegesi biblica le ciliegie simboleggiano il sangue di Cristo, per via del loro colore rosso intenso, oppure il buon carattere derivato dalle buone azioni, per via della loro dolcezza.
Se in Europa centrale la ciliegia è ritenuta protettrice dei campi, nelle zone nordiche si considera portatrice di sfortuna e di disgrazie.
In Giappone, il ciliegio è simbolo di amabilità e buone maniere, e il suo frutto di sensualità e femminilità.