Frutta golosa per godersi il solleone

Meloni e albicocche sono estivi anche negli effetti che svolgono sull’organismo: idratanti, tonificanti, preparano la pelle alla tintarella.

Introduzione  •  Salute e benessere  •  Bellezza  •  Storia  •  Varietà  •  Conservazione
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Reintegrare i minerali persi sudando e ritrovare tono ed energia, idratarsi e rinfrescarsi, mantenere o recuperare la linea e predisporre la pelle all’esposizione ai raggi solari, è quello che si desidera e ciò di cui si ha bisogno in estate. Ed è anche quello che offrono albicocche e meloni, che proprio in questa stagione maturano e danno il meglio di sé.
Pur se appartenenti a famiglie botaniche diverse, questi frutti sono accomunati da alcune caratteristiche importanti: dolci ma poco calorici, sono ricchi di vitamina C e provitamina A (dichiarata dal loro colore), di minerali tra cui ferro e potassio, di acqua e fibre, che offrono una buona sensazione di sazietà nonostante il basso apporto energetico (circa 30 Kcal per 100 grammi, per la precisione 28 nel caso delle albicocche e 33 per il melone). Sostanze con molti effetti positivi sulla salute e il benessere (ma attenzione alla “mandorla” contenuta nel nocciolo delle albicocche, che contiene sostanze tossiche e quindi non va mangiata!). E anche sulla bellezza. Aroma, profumo e colore costituiscono gradevoli stimoli sensoriali, che completano perfettamente le virtù di questi frutti, ai quali andrebbe riservato un posto da protagonisti nell’alimentazione estiva. A colazione, come spuntino, a fine pasto, le occasioni per mangiare le albicocche sono molte, in una giornata. Le stesse che possiamo offrire ai meloni, che in più si trasformano in un contorno perfetto del prosciutto, creando un’insolita armonia di sapore che unisce il dolce al salato. Del resto, da un punto di vista botanico, il melone è un ortaggio, e fa parte della famiglia di cetrioli e zucchine.
Una lunga storia e tante varietà per cambiare gusto: bastano pochi accorgimenti per la scelta e la conservazione.

Effetti sulla salute e il benessere

Rinfrescanti e idratanti, diuretici e rimineralizzanti, meloni e albicocche sono alimenti ideali in estate, perché favoriscono la depurazione dell’organismo, contribuiscono a ridurre la cellulite, offrono un buon apporto di ferro e ripristinano i minerali persi con l’aumentata sudorazione. Quest’ultima loro caratteristica permette di prevenire i crampi, provocati da una carenza di potassio, ma anche di proteggere il cuore e mantenere l’equilibrio della pressione sanguigna e del sistema nervoso, oltre a ridare tono ed energia.
Grazie invece alle vitamine, in particolare la C e i carotenoidi, che il metabolismo trasforma in A, questi frutti favoriscono la rigenerazione delle cellule combattendone l’invecchiamento, preparano la pelle all’esposizione al sole favorendo l’abbronzatura (il che, però, non deve far perdere le corrette abitudini di protezione e prevenzione!), migliorano le capacità visive, rinforzano le difese dell’organismo, combattono i radicali liberi, che aumentano tra l’altro anche a causa dell’esposizione ai raggi solari. La vitamina A (due etti di albicocche ne coprono il fabbisogno giornaliero di un adulto) svolge molte altre interessanti funzioni, come quella di mantenere l’idratazione e l’elasticità della pelle, proteggere le mucose degli apparati respiratorio, digerente, urinario, rinforzare ossa, unghie e capelli, migliorare la capacità di cicatrizzazione.
Con le fibre e gli zuccheri, albicocche e meloni contribuiscono al buon funzionamento dell’intestino, stimolandolo se necessario. Per questo sono particolarmente efficaci le albicocche secche, dolcissime e deliziose, ma ovviamente più caloriche di quelle fresche.
I semi del melone si usano in fitoterapia per fare tisane calmanti ed emollienti della tosse.

Per la bellezza

Già mangiando meloni e albicocche si migliora l’aspetto (e la salute) della pelle, mantenendola giovane, idratata ed elastica, oltre che quello di unghie e capelli, che ne risultano rinforzati. Ma questi frutti si possono usare anche per preparazioni cosmetiche, come maschere e lozioni.
La polpa schiacciata di uno di questi due frutti costituisce già una buona maschera nutriente e tonificante per il viso (perfetta per preparare la pelle ad abbronzarsi meglio, se fatta con le albicocche), potenziata eventualmente dall’aggiunta di qualche cucchiaino di yogurt o di olio di mais oppure di mandorle dolci. Ma funziona bene anche come impacco decongestionante e rinfrescante da usare come doposole e per lenire le infiammazioni cutanee, in questo caso con l’eventuale aggiunta di argilla.
Il centrifugato di melone mescolato con una pari quantità di latte intero può essere usato al posto della crema nutriente per il viso.
Un’albicocca schiacciata a cui è stato unito un cucchiaino di succo di limone si trasforma invece in una crema per le mani screpolate; passandola nella centrifuga, se ne ottiene un tonico per il viso.

Un po’ di storia

L’origine del melone è incerta: alcuni ritengono che provenga dall’India, altri dai deserti dell’Iran, altri ancora dall’Africa. In ogni caso, si hanno tracce della sua coltivazione in Egitto già dal 500 a.C. da lì è arrivato in Grecia e verso la fine del I secolo a Roma. È presente in alcuni dipinti di Ercolano e nelle opere di Plinio e Columella. Nell’antichità si mangiava condito con pepe e aceto e solo più tardi, grazie alla selezione operata dagli agricoltori che lo rese più dolce, grande e profumato, si cominciò a considerarlo come un frutto.
Nel resto d’Europa si diffuse intorno al 1400. Durante il Rinascimento veniva coltivato nelle campagne laziali per i Papi, nella residenza estiva di Cantalupo, luogo che diede il nome alla varietà tonda, saporita e a polpa aranciata tuttora diffusa.
Oggi più della metà dei meloni in commercio arriva dall’Asia, ma una buona quantità sono prodotti in Europa, soprattutto in Spagna, Romania, Francia e Italia, in particolare nella zona di Mantova e in Sicilia, a Pachino.
Per quanto le albicocche, di loro si sa che arrivano dalla Cina, dove erano conosciute già 4000 anni fa (la coltivazione risale a 3000 anni orsono). Da noi sono arrivate grazie ad Alessandro Magno, che le scoprì in Armenia, luogo da cui deriva il nome latino, che fu dato alle albicocche dai Romani: Armeniacum, cioè mela armena. La diffusione nel bacino del Mediterraneo, dove sono state considerate a lungo un frutto raro ed esotico, si deve agli Arabi. Dal nome arabo che in latino significa precoce deriva invece il termine “albicocche”.

Varietà

Ci sono molte varietà diverse di melone, riunite in tre grandi gruppi:
cantalupi, precoci e di media pezzatura, con buccia liscia o leggermente verrucosa, con solchi marcati e una tinta grigio-verde, la polpa ha un colore aranciato ed è molto profumata;
retati, devono il nome al reticolo presente sulla buccia, sono grandi, spesso provenienti dagli Stati Uniti (e per questo conosciuti anche come meloni americani), di forma ovale o tonda, hanno la polpa color giallo-verde o aranciato, profumata
invernali, di medie e grandi dimensioni (possono arrivare ai 4 chili), si possono conservare per molti mesi (fino all’inverno, per l’appunto), la buccia è liscia, gialla o verde scuro, e la polpa è bianca o comunque molto chiara, poco profumata ma dolce.
Anche le albicocche sono disponibili in numerose varietà, diverse per grandezza e colore ma simili nel gusto. Provengono d Francia, Grecia, Spagna, Turchia, Stati Uniti e naturalmente dall’Italia, in particolare da Campania, Romagna, Sicilia e Veneto. Oltre ad essere di ottima qualità, le albicocche nostrane sono preferibili per ridurre l’inquinamento dovuto alle emissioni dei mezzi di trasporto con cui vengono importate, che è maggiore quanto più i prodotti arrivano da lontano.

La scelta e la conservazione

Sia le albicocche che i meloni vanno raccolti e acquistati maturi, perché altrimenti non diventeranno mai dolci come dovrebbero.
Per scegliere un buon melone bisogna innanzitutto fare una leggera pressione nel punto dove c’era il picciolo e in quello opposto: dovrebbero essere elastici ma non molli (e nemmeno duri). Poi si annusa a buccia, che dev’essere profumata e priva di ammaccature o macchie. I meloni più saporiti sono quelli con un punto nero dalla parte opposta al picciolo, chiamati “maschi”. Si conservano fino a due-tre giorni in frigorifero, nella zona meno fredda (mai scendere sotto i 5 gradi), protetti da un sacchetto di carta pesante e da un telo di cotone per evitare che impregnino del loro forte aroma gli altri alimenti. Prima di portare in tavola il melone si sciacqua, si taglia a metà, si libera dai semi con un cucchiaio e poi si prepara a seconda delle preferenze e dell’uso che se ne vuole fare (a fette, a cubetti...).
Le albicocche invece devono essere morbide e non molli, vellutate e prive di macchie o di grinze, del tipico colore aranciato e non gialle o verdine. Quelle piccole di solito sono più saporite. Si conservano in frigorifero, in un sacchetto di carta, per pochi giorni, e vanno lavate bene ma soltanto subito prima di consumarle.

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