Altro che peccati di gola: fragole e frutti di bosco sono cibi da non far mancare nell’alimentazione estiva, per mantenersi in buona salute. Maturano tra luglio e settembre, a parte le fragole che sono di stagione tra maggio e giugno e le more che arrivano più tardi, tra settembre e ottobre.
Fragole, more, lamponi, ribes, mirtilli, uva spina sono tutti ricchissimi di vitamina C, fibre e acidi organici, e hanno varie proprietà in comune, più alcuni effetti specifici per ciascun frutto. Perché dunque limitarsi a un tipo solo? Alle azioni caratteristiche e allo scarso apporto calorico, aggiungono anche un gusto diverso: vale proprio la pena di alternarli.
Tanto più che gli zuccheri che contengono, responsabili della loro dolcezza, sono tollerati anche dai diabetici (a patto di non esagerare...). Solo chi è predisposto alle allergie e chi soffre di diverticolosi deve essere cauto nel loro consumo o, a volte, addirittura farne a meno.
Tutti invece possono utilizzare questi frutti per la bellezza, in particolare della pelle del viso.
Tutti questi frutti vanno acquistati già ben maturi, lavati bene ma soltanto prima di mangiarli, conservati in frigo e consumati nel giro di un paio di giorni dall’acquisto, a eccezione dei mirtilli, che si possono congelare.
Proprietà in comune
È soprattutto il contenuto abbondante di flavonoidi e di vitamina C, che nelle fragole per esempio è maggiore che nelle arance (tanto che cinque-sei fragole di media dimensione
soddisfano il fabbisogno quotidiano di un adulto di questa sostanza) a determinare la maggior parte delle azioni benefiche comuni a questi frutti. Stimolanti delle
difese dell’organismo, proteggono dalle infezioni. Inoltre, sono tutti tonici, diuretici e disintossicanti, oltre che antiossidanti. Questa loro attività contro gli effetti negativi dei radicali liberi rallenta
l’invecchiamento cellulare, che si riflette sia sullo stato della pelle sia sui fattori di rischio relativi alle malattie degenerative.
Sono frutti nutrienti, rinfrescanti e
astringenti, utili per riequilibrare le funzioni intestinali, anche grazie alle fibre (tra cui la pectina), contenute in buona quantità, che tra l’altro aiutano a controllare il
colesterolo.
Fragole
Fanno parte della grande famiglia delle rose, e sono disponibili in varietà diverse per dimensioni, forma e epoca di raccolta, anche se il periodo migliore per mangiare fragole davvero di stagione è maggio-giugno.
Fra tutti i frutti di questo gruppo sono quelle che espongono maggiormente al rischio di allergie. Ma sono anche le più virtuose, per chi può consumarle senza problemi. Perché oltre alle proprietà che condividono con i frutti di bosco, le fragole (27 Kcal per 100 g) contengono degli acidi organici dall’effetto simile all’aspirina. Mangiandole si contribuisce a una buona igiene orale, a rendere più bianchi i denti e a ridurre l’incidenza della placca batterica. Masticare le radici (o meglio i rizomi) delle fragole rinforza le gengive. Anche le foglie, in decotto, sono utili alla bocca se usate come sciacqui, poiché combattono le infiammazioni gengivali. L’azione antinfiammatoria delle foglie si estende alla pelle arrossata per cause varie, comprese le scottature solari. In questi casi con il decotto, lasciato raffreddare, si fanno impacchi sulla zona da trattare.
Bevute in infuso, le foglie di fragola vengono utilizzate in fitoterapia come diuretico, soprattutto per l’eliminazione degli acidi urici, astringente in caso di diarrea, depurativo, emolliente della tosse e del catarro, aperitivo.
Consumate come frutta fin dalla preistoria o usate per preparare succhi, conserve o deliziosi dessert, oggi le fragole entrano anche in ricette salate, come il famoso risotto alle fragole.
Probabilmente per il loro aspetto che ricorda un cuore, sono protagoniste persino di un mito romano, secondo il quale le fragole nacquero dalle lacrime d’amore di Venere, disperata per la morte di Adone.
Attualmente, l’Italia è uno dei maggiori produttori di questo frutto.
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I frutti del rovo, anch’essi appartenenti alla famiglia delle
Rosaceae, sono quelli che maturano più tardi tra tutti i frutti di bosco: sono pronte tra agosto e ottobre. Con le loro 26 Kcal (36 per le more di gelso, che appartengono a un’altra famiglia, sono molto meno note e diffuse ma dolcissime) sono squisite e adatte a tutti, eccetto chi soffre di diverticolosi (per il grande apporto di fibre). Le loro proprietà principali sono quelle comuni al resto del gruppo, in particolare quelle astringenti, leggermente lassative, antiossidanti, protettive del cuore (anche grazie all’acido folico), utili per ridurre colesterolo e trigliceridi, e per uso esterno, come le fragole, sono utili per le infiammazioni di bocca e gola.
Lamponi
Profumatissimi, i lamponi si usano in farmacia per coprire l’aroma sgradevole di alcuni farmaci. Oltre alle qualità comuni a tutti i frutti di bosco, i lamponi sono utili agli anemici perché sono particolarmente ricchi di ferro, che associato alla vitamina C presente in questi frutti è maggiormente assimilabile. Un etto di lamponi apporta 34 Kcal, insieme a molte fibre.
Ribes
Ce ne sono di vari colori, tutti “parenti” delle rose, ma i più comuni sono quelli rossi, con le loro 21 Kcal, e i neri, che ne apportano 28.
Di gusto asprigno, la notevole quantità di vitamina C che contengono ha la caratteristica di essere particolarmente stabile. Gli acidi organici dei ribes sono ottimi per regolare l’equilibrio acido-base del sangue e sono benefici per il fegato.
Le foglie di ribes attenuano le conseguenze delle punture di insetti se sfregate sulla pelle, ancora fresche.
Mirtilli
Questo frutto di bosco della famiglia delle
Ericaceae offre un apporto calorico molto variabile, da 26 a 42 Kcal per 100 grammi, a seconda del suo contenuto di zuccheri. I suoi componenti, tra cui minerali quali fosforo, calcio e manganese, carotenoidi e antociani (questi ultimi responsabili anche del colore blu intenso di questi frutti) hanno una spiccata attività tonificante e protettiva dei vasi sanguigni e dei capillari, compresi quelli che irrorano la retina, migliorando così la circolazione e la vista. I flavonoidi ne fanno invece degli ottimi antibatterici naturali, mentre la neomirtillina aiuta a ridurre la glicemia.
I Nativi americani li mangiavano freschi in estate ed essiccati in inverno. li consideravano un simbolo di pace e li usavano per tingere i tessuti. In Nord Europa sono celebri, tanto che molte feste celebrano le virtù dei mirtilli, usati per preparare dolci, conserve e liquori.
Uva spina
“Parente” dei ribes, è il frutto di bosco meno diffuso e utilizzato, nonostante la sua ricchezza di vitamine e sali minerali, pectina e acido citrico.
Per il gusto asprigno, l’uva spina è adatta a essere trasformata in sciroppi, gelatine, chutney e usata per macedonie e decorazioni di dolci, oppure per guarnire piatti di carne o pesce.
Per la bellezza
Succo di fragole usato come lozione o come maschera (mescolato a yogurt o a latte) per una pelle vellutata e tonica, ma anche per lenire arrossamenti, scottature, couperose, irritazioni causate dal sole, dal vento o al freddo.
Contro gli arrossamenti cutanei e per rendere la pelle più resistente alle aggressioni degli agenti climatici si può usare anche una maschera preparata con la polpa di ribes nero.
Mentre le maschere a base di mirtilli sono ottime contro la couperose per l’efficacia lenitiva e tonificante dei capillari propria di questi frutti.