Estate in forma con i pomodori

Cuore di bue o ciliegini, tondi o ovali, cotti o crudi, sono comunque l’ortaggio perfetto per la stagione del solleone

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Ormai si trovano in ogni momento dell’anno sui banchi della verdura, ma mai come per i pomodori è il caso di tornare al consumo di stagione. Maturano d’estate, e sembrano pensati su misura per questo periodo dell’anno, con le sue specifiche esigenze climatiche. Ripristino dei minerali persi con l’aumentata sudorazione, poche calorie per il controllo del peso e il recupero della linea, aumento della diuresi contro i gonfiori che peggiorano col caldo, protezione dalle infezioni e dalle malattie degenerative, e tanto altro ancora. Gli effetti benefici dei pomodori sulla salute, dovuti alle numerose sostanze preziose ed efficaci che contengono, sono davvero tanti.
Ricchi di sapore e versatili, si prestano a entrare nel menu in mille modi. Anche grazie alle loro numerose varietà, diverse per gusto, forma, dimensione, consistenza. E per la comoda possibilità di conservarli per mesi in vari modi.
Una lunga storia ne racconta il passaggio da pianta velenosa usata come dono d’amore, a ingrediente di filtri d’amore afrodisiaci, fino agli usi culinari dei giorni nostri.
Senza dimenticare le applicazioni cosmetiche e topiche, che completano le già numerose virtù benefiche di questi ortaggi che “accendono” la tavola di colore.

Gli effetti benefici

Vitamine, minerali, fibre, acidi organici, antiossidanti, acqua... e solo 20 Kcal per 100 grammi. Il pomodoro è proprio un ortaggio ricco e virtuoso! Vediamo i suoi pregi nel dettaglio.
L’elenco delle vitamine è lungo, quasi completo: provitamina A e carotenoidi (tra cui la luteina, potente antiossidante), B1, B2, B6, acido folico (B9), PP, C, E, K. Anche le quantità sono notevoli: con 100 grammi di pomodori si assume circa il 15-20 per cento della provitamina A necessaria in un giorno, il 18 per cento della vitamina B6 e il 40 per cento della C.
Ottimo e molto vario anche il contenuto di minerali: potassio, fosforo, ferro, calcio, boro, selenio, manganese, magnesio, iodio, rame, zinco, sodio, zolfo.
Ogni suo componente contribuisce con effetti specifici al ricco elenco di benefici che il pomodoro esercita per la salute.
Idrata e rinfresca, disseta e nutre apportando pochissime calorie. Facilita la digestione e riduce l’assimilazione di amidi (pasta, riso, patate) e delle proteine in eccesso. E contrariamente a quanto si potrebbe pensare per via del gusto acidulo, riequilibra il pH e attenua l’acidità, contribuendo non solo a una migliore efficienza digestiva, ma anche a proteggere dalle infezioni. Inoltre, è un buon disintossicante e ha proprietà stimolanti della diuresi e dell’attività intestinale.
Molti dei suoi componenti sono antiossidanti e proteggono da malattie degenerative dovute all’invecchiamento cellulare accelerato dai radicali liberi, che si formano tra l’altro anche in seguito all’esposizione prolungata al sole.
Alcune vitamine e certi minerali, come il fosforo e il magnesio, contribuiscono al benessere del sistema nervoso, oltre che a rigenerare i tessuti.
Altro beneficio particolarmente utile in estate è quello di prevenire i crampi, che si fanno sentire di più in estate per via della perdita di sali dovuta alla maggiore sudorazione. Responsabile maggiore è la carenza di potassio, di cui i pomodori sono ricchi, utile anche contro i gonfiori dovuti all’accumulo di liquidi nei tessuti.
Non mancano il calcio, per la salute di ossa e denti, e il ferro, che combatte l’anemia e permette l’adeguata ossigenazione cellulare.
Attenzione però: meglio evitare di consumare pomodori acerbi perché contengono solanina, una sostanza tossica che può provocare mal di testa. Chi soffre di allergie deve essere cauto con questo ortaggio: contiene istamina, sostanza che può scatenare reazioni nei soggetti predisposti.

Applicazioni cosmetiche e topiche

Sempre in tema decisamente estivo: con le foglie di pomodoro (facendo attenzione perché macchiano!) si tengono lontane le zanzare appendendone un mazzetto nella stanza, oppure si allevia il fastidio delle punture applicando una foglia fresca tritata sulla parte.
Contro punti neri e imperfezioni della pelle, il succo di pomodoro può essere usato come se fosse una lozione detergente, rinfrescante e astringente. Una maschera purificante estemporanea si può fare mettendo sul viso per venti minuti delle fettine di pomodoro fresco e poi sciacquando bene con acqua tiepida.
L’efficacia cosmetica del nostro ortaggio è stata confermata anche da studi del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche). Da pomodori coltivati senza prodotti chimici di sintesi è stato ottenuto un estratto ricco di licopene, usato per creme contro l’invecchiamento della pelle.

Numerose varietà

Tondi o ovali, lisci o costoluti, grandi o piccoli, le varietà di pomodoro diffuse in Italia sono ben 320. Ognuna è particolarmente adatta a un uso specifico: da insalata, da sugo, per conserve... ma alla fine la scelta dipende dal gusto personale.
Il pomodoro di Pachino ha ottenuto il marchio di qualità Igp (Indicazione geografica protetta), ma attenzione, Pachino non è soltanto sinonimo di “ciliegino”. Ci sono quattro tipi diversi di pomodori riconosciuti e tutelati dal Consorzio di Tutela: quello a ciliegia, piccolo e tondo, su un grappolo a spina di pesce; quello a grappolo con un colletto verde scuro; il piccolo e tondo pomodoro verde, più apprezzato Oltralpe; e infine il costoluto, di grandi dimensioni.
I pomodori freschi si mantengono in frigo per alcuni giorni, lavandoli bene prima del consumo e togliendo loro semi e pelle (operazione più semplice se li si tuffa per qualche secondo in acqua bollente) prima di cuocerli. Si possono conservare per mesi, spellati, interi o spezzati oppure passati e cotti, sia mettendoli in vasi di vetro pulitissimi e poi fatti sterilizzare per mezz’ora, sia surgelandoli.

Una lunga storia

La pianta del pomodoro, Solanum Lycopersicum, della famiglia delle Solanacee (di cui fanno parte ortaggi come patate, peperoni e melanzane, ma anche piante velenose) sembra essere originaria dell’America del Sud. In Cile ed Ecuador cresce spontanea e dà frutti tutto l’anno, ma in Europa, dove è stata portata nel Sedicesimo secolo dagli Spagnoli, matura solo in estate.
Se il nome nostrano deriva dal latino “pomo (o mela) d’oro e compare per la prima volta nell’erbario di Pietro Mattioli, famoso erborista del Cinquecento, il termine usato in altre lingue europee, come l’inglese tomato, proviene da parole Atzeche.
All’inizio la pianta era coltivata solo a scopo ornamentale e considerata velenosa, ma nel Medioevo si cominciò a fare un uso alimentare dei pomodori (alla corte reale in Francia e tra la gente comune in Italia), sia fritti nell’olio sia crudi o come ingrediente di salse. Sempre in Francia, gli uomini usavano donare una piantina di pomodoro alle dame come segno d’amore.
Nel Cinquecento e nel Seicento si pensava che questo ortaggio avesse proprietà afrodisiache e per questo gli alchimisti lo usavano per preparare pozioni e filtri magici.
Per le conserve, oggi tanto diffuse, bisogna attendere il 1810, quando venne brevettata in Inghilterra la scatola di stagno usata per contenerle. I primi pomodori conservati furono messi in commercio nel 1847 da un americano. Ma la loro produzione a livello industriale pare si debba all’italiano Francesco Cirio, alla fine del Diciannovesimo secolo.
Di recente, con le bucce di pomodoro il Cnr ha realizzato buste ecologiche e con un estratto della polpa creme cosmetiche.

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