Pedalare per andare al lavoro, ma anche per rilassarsi facendo piacevoli gite in mezzo alla natura, e perfino per andare in vacanza. Con la bici da più di due secoli si unisce l’utile al dilettevole e si fa bene a se stessi e all’ambiente. Infatti non solo si inquina di meno e si risparmiano tempo e denaro, si migliorano anche il proprio aspetto, la salute e lo stato d’animo. Tanto che alcune ricerche dimostrano che chi usa regolarmente la bici ha una maggiore aspettativa di vita e un minor rischio di obesità, disturbi del sonno, infarto e malattie degenerative.
Quando si devono percorrere lunghi tratti di strada, si può valutare la possibilità di usare la bici soltanto su una parte del percorso, portandola con sé sul treno o sulla metropolitana per il restante tragitto: basta informarsi per tempo sulle modalità di trasporto e sui prezzi dei biglietti.
La manutenzione della bici è facile, economica e necessaria. La scelta del mezzo è importante per garantire il comfort e ridurre i piccoli disturbi che a volte sono causati dalla pratica di questa attività fisica. Per il resto, valgono le solite raccomandazioni per la sicurezza: non esagerare con percorsi troppo lunghi o duri, o pedalando a velocità eccessive, se non si è allenati. E naturalmente è fondamentale rispettare il codice della strada, essere prudenti e prestare estrema attenzione (alle auto, ai pedoni, ma anche alle rotaie del tram, che possono provocare pericolose cadute), soprattutto in città, per evitare incidenti.
La salute e lo stato d’animo
Pedalando si alza il metabolismo e si bruciano calorie (tra le 250 e le 400 in un’ora, a seconda della velocità a cui si va), quindi si perde peso. Tutto il corpo risulta più tonico, per merito dell’esercizio muscolare, e la pelle diventa più bella, grazie alla maggiore ossigenazione dei tessuti.
La salute ne guadagna, insieme all’estetica. Si rinforza il sistema immunitario, rendendci più forti contro le malattie, migliorano le funzioni cardio-respiratorie e la circolazione sanguigna, si acquisisce maggiore resistenza alla fatica e si favorisce il fissaggio del calcio nelle ossa, prevenendo l’osteoporosi (effetto particolarmente utile per le donne).
E sul versante psicologico i benefici non sono da meno. Andare in bicicletta aiuta a scaricare lo stress, anzi a volte lo previene: usandola come mezzo per recarsi al lavoro o per spostarsi in città si evitano due importanti fonti di tensione, il traffico con le sue code e la ricerca del parcheggio. L’uso di questo mezzo incentiva la scoperta dell’ambiente e del contesto urbano con le sue risorse artistiche, e anche le relazioni umane. La bici fa di più: stimola la produzione di endorfine, sostanze famose come “le molecole del buonumore”, e in questo modo migliora lo stato d’animo, oltre alla fiducia in se stessi e all’autostima. Più sereni e rilassati, e al tempo stesso carichi di energia, si affrontano meglio anche gli impegni di lavoro.
Si risparmiano tempo, denaro e ambiente
Usando la bicicletta come mezzo di trasporto in città si evitano le code e i rallentamenti dovuti al traffico, riducendo i tempi di percorrenza: è stato calcolato che per percorsi fino a sei chilometri la bici è più veloce dell’auto.
Il risparmio è anche economico: non ci sono spese di acquisto e manutenzione dell’auto, carburante, bollo e assicurazione, e nemmeno costi di parcheggio o di biglietti per i mezzi di trasporto pubblico. Acquistare una bici e mantenerla efficiente non è molto costoso. Persino la collettività ci guadagna: meno mezzi inquinanti e più moto fisico riducono i costi sanitari e sociali. L’unica spesa è quella necessaria per la realizzazione delle piste ciclabili (in Italia ancora poco diffuse).
Infine, l’ambiente si avvantaggia di questa scelta, l’uso della bicicletta non comporta emissioni di inquinanti in atmosfera e consuma meno risorse: per percorrere il medesimo tragitto, l’auto consuma 200 volte più energia della bici, e persino andando a piedi se ne usa di più, circa cinque volte tanto che pedalando.Scelta del mezzo
Ci sono biciclette di vario tipo, e soprattutto di prezzi diversissimi, economiche o costosissime. Scegliere non è facile, ma ci sono alcuni criteri di massima che possono facilitare le cose. Innanzitutto, bisogna prendere in considerazione l’uso prevalente che si vuol fare della bici: quelle da passeggio sono più robuste e in genere molto accessoriate, mentre quelle da corsa sono leggerissime ed essenziali nell’equipaggiamento; le mountain bike vanno bene sulle strade sterrate e hanno cambi adatti ad affrontare meglio le salite ma non sono la soluzione ideale per percorsi asfaltati, le bici da turismo sono comode e abbastanza leggere, predisposte per viaggi lunghi.
Chi pensa di farne un uso frequente e prolungato farebbe bene a rivolgersi a un negozio specializzato, dove può trovare personale bene informato e in grado di dare utili consigli.
Un altro elemento importante da considerare al momento dell’acquisto è... la taglia! Ci sono biciclette di misure diverse, che vanno adattate alla statura di chi le usa: non bisogna stare troppo ripiegati su se stessi, ma al contempo è necessario toccare terra con i piedi comodamente quando ci si ferma.
Il sellino è un altro punto importante da valutare. Spesso una scelta sbagliata può essere la causa di dolori a natiche e ginocchia, tra i ciclisti amatoriali. Se il sellino è troppo largo aumentano gli attriti e i problemi pelvici. L’essenziale è che il peso del corpo sia distribuito in modo uniforme e non solo sulle natiche.
Analogo discorso per il manubrio, che deve assicurare una posizione di braccia e spalle comoda e adeguata alla struttura fisica individuale.
Servono infine alcuni accessori, anch’essi diversi a seconda dell’uso che si fa della bicicletta. Portapacchi e fari anteriori e posteriori in città, insieme a casco e giubbino o gilet con inserti riflettenti per essere visibili nel traffico anche quando è buio; pompa e kit per le riparazioni d’emergenza durante le escursioni, con l’aggiunta di borse per i bagagli se si sceglie la bici come mezzo di trasporto per andare in vacanza. Sempre, catena o cavo in acciaio e lucchetto (in città meglio ancora un antifurto ad arco, come quelli che si usano per le moto, più sicuri anche se piuttosto pesanti), per legare la bicicletta assicurandola a un palo facendo passare catena o cavo sul telaio e mai sulla ruota (che potrebbe essere lasciata come unico “ricordo” dal ladro), possibilmente in un luogo frequentato per ridurre il rischio di furti.La manutenzione
Necessaria per la sicurezza e l’efficienza, oltre che per una maggior durata della bicicletta, la manutenzione è semplice. Si tratta soprattutto di proteggere il mezzo dalle intemperie tenendolo al coperto, se possibile, quando non lo si usa; di mantenerlo ben pulito per evitare malfunzionamenti causati dalla polvere; di lubrificare la catena, il cambio, i mozzi delle ruote, i pedali, il movimento centrale e dello sterzo; di mantenere in efficienza i freni cambiandone i pattini e i cavi quando occorre; di verificare ruote, raggi, condizione e pressione delle gomme.
Chi non vuole far da sé si può rivolgere periodicamente a un tecnico specializzato, che provvederà alla manutenzione della bicicletta con una cifra contenuta.Sicurezza
Oltre alle ovvie norme di prudenza, sulle quali non si insiste mai abbastanza, tipo regolare la velocità in modo da garantirsi una frenata sicura e mantenere un equilibrio ottimale e rispettare il codice della strada, ci sono altre importanti precauzioni da prendere per pedalare in sicurezza. Eseguire una periodica manutenzione, in particolare dei freni, indossare il casco (anche se in Italia non è obbligatorio), dotare la propria bicicletta di specifici accessori quali il campanello e i catadiottri nei pedali e nelle ruote (che permettono la visibilità del mezzo da parte degli altri utenti della strada).Un po’ di storia
Le origini della bicicletta si perdono tra storia e leggenda. Di certo fu il barone Karl von Drais a inventare la draisina nel 1817, in alternativa al cavallo per gli spostamenti. Si trattava di fatto di un pesante mezzo con due ruote e senza pedali, mosso dai piedi di chi lo usava e per questo chiamato poi velocipede, antenato della bici moderna. I pedali furono aggiunti circa cinquant’anni dopo e associati a un nuovo nome: biciclo.
Da allora a oggi si sono susseguite innovazioni tecniche che hanno permesso di arrivare alle moderne biciclette, veloci e sicure, comode ed economiche, usate sia per svago che come mezzo di trasporto.Per andare in vacanza
Il cicloturismo si sta diffondendo, perché associa movimento fisico e contatto con la natura, libertà negli spostamenti e maggiore fruibilità del panorama, risparmio economico e divertimento...
Se ci si accinge a fare un viaggio in bicicletta, occorre però ricordarsi di allenarsi per tempo e prepararsi allo sforzo dei chilometri da percorrere; alimentarsi e soprattutto bere (per reidratarsi e reintegrare i minerali persi durante la sudorazione) in modo e quantità adeguate; prevedere periodiche soste all’ombra per recuperare le forze e in ogni caso proteggersi dal sole in modo adeguato (con abbigliamento chiaro e in tessuto naturale, copricapo e creme).