C come... peperone!

E non solo perché il loro nome scientifico è Capsicum. Va proprio ai peperoni la palma d’oro della vitamina C: ne contengono il triplo delle arance.

Peperone.jpg
Cugini di pomodori, patate e melanzane, di peperoni ci sono molte specie, dolci e piccanti. Questi ultimi sono i famosi peperoncini, usati per ravvivare il gusto di numerose ricette, mentre quelli dolci sono ortaggi versatili che si possono mangiare crudi o cotti, come contorno oppure per condire la pasta, conservati sott’aceto o sott’olio per aperitivi o antipasti, o ancora ripieni per secondi piatti sfiziosi. Ce ne sono di grandi e piccoli, lunghi o tondeggianti, rossi, arancio, verdi o gialli...
Ciascuno si presta a preparazioni diverse e ha un suo gusto particolare, ma tutti sono preziosi non soltanto per le loro qualità organolettiche e per gli usi gastronomici, ma anche per le loro virtù salutari. Ricchissimi di vitamina C (in 100 grammi ce n’è una volta e mezza la quantità necessaria per un giorno), hanno un alto tenore di provitamina A (soprattutto quelli verdi e gialli) e un buon contenuto di B. Sono quindi protettivi e antiossidanti, perfetti per sostenere l’organismo nei mesi estivi, quando l’esposizione al sole aumenta i radicali liberi, e utili per migliorare la circolazione sanguigna e il tono dei capillari. Il potassio li rende diuretici, e insieme a fosforo e magnesio anche utili a ristabilire l’equilibrio salino, soprattutto quando la pressione si abbassa per il caldo. Inoltre, hanno pochissime calorie e contengono fibre che contribuiscono a dare un utile senso di sazietà, quindi basta non appesantirli con i condimenti per poterne mangiare in abbondanza senza preoccuparsi della bilancia.

Storia

Veniva chiamato dagli spagnoli “pepe del Brasile”, per via del suo gusto piccante e in onore del suo Paese di provenienza. In Europa il peperone è arrivato soltanto dopo la “scoperta” dell’America e inizialmente venne utilizzato solo a scopo ornamentale. Solo con il tempo si scoprirono le sue virtù nutrizionali e il suo gusto gradevole, e presto il peperone divenne un alimento di uso comune.

Acquisto e conservazione

I peperoni si devono scegliere carnosi e sodi, con la pelle lucida e tesa, privi di ammaccature e con il picciolo verde e turgido. Si conservano in frigorifero per quattro-cinque giorni nello scomparto delle verdure, oppure si possono mettere sott’olio o sott’aceto per consumarli in inverno.

Curiosità

Dai peperoni dolci fatti essiccare, polverizzati e mescolati con farina di frumento si ottiene la paprika, una spezia molto aromatica prodotta soprattutto in Ungheria. Il nome botanico di questo ortaggio, Capsicum, deriva secondo alcuni dal latino capsa, che significa scatola, per via della forma del peperone, che può essere quasi cubica, e del fatto che, proprio come una scatola, contiene i semi. Secondo altri l’origine del suo nome è greca, da kapto, che vuol dire mordere, in riferimento al gusto piccante, che sembra mordere la lingua.


Componenti













Componenti Unità di misura Peperoni crudi Peperoni cotti
Energia kJ 93,6 105
Energia kcal 22,1 24,7
Acqua g 92 91,9
Proteine g 0,9 0,92
Carboidrati g 4,2 4,8
Zuccheri g 4,2 4,7
Amidi g 0 0,1
Polioli, totali g 0 0
Fibre g 1,8 1,2
Grassi g 0,19 0,2
Acidi grassi saturi g 0,03 0,03
Acidi grassi monoinsaturi g 0,01 0,01
Acidi grassi polinsaturi g 0,1 0,11
Colesterolo mg 0 0
Alcol (ethanolo) g 0 0
Acidi organici, totali g - -
Sodio mg 2 2
Magnesio mg 10 10
Fosforo mg 23,5 18
Potassio mg 194 166
Calcio mg 13 9
Manganese mg 0,12 0,12
Ferro, totale mg 0,58 0,46
Rame mg 0,07 0,07
Zinco mg 0,16 0,12
Selenio µg 0,1 0,1
Iodio µg 1 1
Retinolo µg 0 0
Beta-carotene µg 834 750
Vitamina D µg 0 0
Vitamina E (alfa-tocoferolo
equivalente)
mg 0,65 0,8
Vitamina C mg 120 74,4
Tiamina (Vitamina B1) mg 0,06 0,06
Riboflavina (Vitamina B2) mg 0,05 0,03
Niacina (Vitamina B3 o PP) mg 0,505 0,48
Vitamina B5 o Acido Pantotenico mg 0,08 0,08
Vitamina B6 mg 0,26 0,23
Folati, totali (Vitamina B9) µg 23 16
Vitamina B12 o Cobalamina µg 0 0

* si riporta il "contenuto medio per 100g" in nutrienti poiché la presenza di ciascuna sostanza nell'alimento può variare a seconda del terreno, della stagione, delle tecniche di coltivazione o allevamento utilizzate. Bisogna tenere presente che si tratta di prodotti naturali e non di sostanze realizzate in laboratorio e quindi standardizzate nella loro composizione. Non è un difetto ma la ricchezza della natura.

AFSSA, Agenzia francese di sicurezza sanitaria degli alimenti, tabelle di composizione alimentare, versione 2008.
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